Mysteries by Vincent: Hard Drive Homicide

(1998)

È una festa di deduzione dove gli ospiti interpretano personaggi sospetti in un mistero aziendale.
Tutto si svolge durante un incontro d’emergenza notturno nella sede della Snaphu Software, dove il CEO, Major Hugh G. Snaphu, ha riunito i suoi collaboratori più stretti e persino il suo principale rivale per discutere di qualcosa che nessuno capisce davvero. L’atmosfera è tesa: l’azienda sta perdendo terreno, c’è un segreto nascosto dietro il loro successo improvviso, e tutti hanno motivi per voler far tacere qualcuno. Quando la notte avanza, una figura viene trovata morta — e ora tocca a voi scoprire chi è l’assassino.

Ogni ospite riceve un fascicolo con le informazioni del proprio personaggio: storia, personalità, segreti, motivi per odiare qualcun altro. Non ci sono attori professionisti né audio da ascoltare — solo i vostri occhi, le vostre domande e la vostra capacità di leggere tra le righe. I personaggi si muovono liberamente durante la serata, scambiandosi informazioni, nascondendo verità o cercando di incastrare gli altri. Alcuni mentono apertamente, altri fingono innocenza con troppa convinzione. Il gioco non richiede costumi elaborati: bastano abiti da ufficio, occhiali e un po’ di immaginazione. Due personaggi possono essere interpretati indifferentemente da uomini o donne, così non importa se il vostro gruppo ha un numero dispari.

Il CEO Snaphu è un ex pilota militare che si ritrovò a guidare una software house senza sapere nulla di codice — eppure la sua azienda è diventata leader del settore. Chi lo aiuta davvero? La sua assistente personale, Flo P. Disque, è efficiente, elegante e sembra conoscere ogni segreto prima che lui stesso lo scopra. Bill D. Phences, il rivale di MacroHard, è un uomo freddo e geniale, con una reputazione da predatore: ha passato anni a dominare il mercato, e non intende lasciarselo rubare. Har Riive, l’ingegnere prodigio di MIT, parla solo di algoritmi e tiene sempre vicino l’inalatore per l’asma — ma forse sa più di quanto dichiari. C.D. Rhomme, il contabile dall’animo equilibrato, gestisce i numeri con precisione chirurgica: ha visto tutti i trasferimenti, le spese nascoste, i pagamenti sospetti. Margaret Keating, la direttrice marketing, sembra dolce e ingenua — fino a quando qualcuno la sfida. Allora diventa pericolosa. Sergei Dinette, capo della logistica, è un ex postino che crede nell’ordine e nella trasparenza: tutto deve essere registrato, controllato, consegnato in tempo. E poi c’è A. Leanne Baybee, la compagna del CEO: eccentrica, impeccabile nel look, ma con una mente tutta sua — forse l’unica a capire davvero cosa sta succedendo. Infine, S.P. Anaugge, il nuovo ingegnere che lavora fino all’alba per dimostrare di meritarsi un posto in azienda: silenzioso, ossessivo, sempre presente quando non dovrebbe.

La serata si svolge come una riunione d’emergenza: tavoli improvvisati, piatti di carta, tazze da caffè mescolate tra loro. Puoi appendere grafici con i dati comparativi tra Snaphu e MacroHard per creare l’atmosfera giusta — o semplicemente lasciare che la tensione si costruisca da sola. Non serve un grande allestimento: basta una stanza, qualche bicchiere e otto persone pronte a fingere di essere qualcun altro.

L’obiettivo è chiaro: trovare l’assassino prima della fine della serata. Ma non si vince semplicemente puntando il dito. Bisogna costruire un caso solido, basato su indizi raccolti durante le conversazioni, contraddizioni rivelate nei fascicoli e comportamenti sospetti osservati in tempo reale. Ogni personaggio ha una verità nascosta — qualcosa che non vuole che gli altri scoprano. E forse proprio quel segreto è la chiave per capire perché qualcuno ha deciso di uccidere.

Il fascino del gioco sta nella sua semplicità e nel suo umorismo sottile. Non serve essere attori: basta parlare, ascoltare, fingere di credere alle storie degli altri — mentre si nasconde la propria verità. I personaggi sono scritti con un tocco di satira aziendale che fa sorridere senza mai cadere nel ridicolo. Flo P. Disque è una donna che sa come vestirsi, ma non sempre cosa dire. Leanne Baybee ha l’abitudine di usare frasi che sembrano profonde e invece sono assurde. E chiunque abbia mai lavorato in un ufficio riconoscerà quel misto tra professionalità forzata e caos nascosto.

Non serve prepararsi per giorni: puoi organizzare la serata con un giorno di anticipo, ordinare da mangiare, tirar fuori i vestiti dall’armadio. Non c’è bisogno di costumi, scenografie o regole complesse. Solo otto persone, una storia ben costruita e il piacere di scoprire chi sta mentendo — e perché.

Il gioco non ti dice mai la soluzione finché tutti non hanno fatto le loro ipotesi: è l’ultima parola che decide se hai ragione o no. E quando finalmente si svela l’assassino, spesso ci si stupisce di quanto sia stato facile ignorare i segnali giusti — proprio come nella vita reale.

È un gioco per chi ama le conversazioni, gli intrighi e il piacere di mettersi nei panni degli altri. Per chi trova divertente fingere di essere qualcuno che non è, pur cercando di scoprire chi sia davvero l’altro. E soprattutto — per chi crede che un buon mistero non si risolva con una pistola e un indizio scritto su un biglietto, ma con uno sguardo, un silenzio troppo lungo o una frase detta a metà.

  • Giocatori: 8
  • Durata: 180 min
  • Età Minima: 18+

Meccaniche: Gioco di Ruolo

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