Un pomeriggio di manicure, un po’ di maschere per il viso e una morte misteriosa. Sì, hai capito bene: è ora di festeggiare il decimo anniversario della Loopey Lady Beauty Shop, ma qualcosa non quadra. La boutique, trasferitasi nell’antica casa vittoriana un tempo abitata da Miss Meara Unkinde — una donna che, secondo la leggenda, ha giurato di maledire i capelli di chiunque entri qui — sembra aver attirato più di un fantasma. E ora, tra tinture, permanenti e smalti glitterati, qualcuno è stato silenziato per sempre.
Mysteries by Vincent: Women Only – Bump-off at the Beauty Shop è un gioco da tavolo pensato per donne che vogliono divertirsi insieme in un’atmosfera elegante ma leggera. Niente audio, niente scenografie complesse: solo buste con indizi, personaggi ben definiti e una storia che si svolge tra riflessioni sulle acconciature e pettegolezzi da salone. Ogni giocatrice assume il ruolo di una delle otto clienti o dipendenti del salone, ciascuna con un passato segreto, un motivo per voler far tacere la vittima — e forse, anche un’arma nascosta tra i boccettini dello smalto.
La serata inizia come una normale festa di bellezza: maschere idratanti, manicure, chiacchiere su chi ha fatto il taglio più recente e perché. Ma quando la vittima viene trovata — con un pennello per capelli infilato nel collo, e un biglietto che recita “Questo è ciò che ti meriti” — l’atmosfera cambia. Ora ogni sorriso nasconde qualcosa. Ogni gesto di gentilezza potrebbe essere una distrazione. E quel vecchio mistero dei gioielli scomparsi, legato alla cliente più ricca della zona? Forse non era solo un pettegolezzo da salone.
Ognuna di voi riceve un dossier con le informazioni del proprio personaggio: la sua storia, i suoi segreti, le sue relazioni con gli altri e ciò che sa — o crede di sapere — sulla vittima. Non tutti hanno lo stesso livello di conoscenza. Alcune sanno molto; altre solo un po’. E non c’è una lista ufficiale dei colpevoli: il vero obiettivo è scoprire chi ha commesso l’omicidio, ma anche capire perché. I giocatori si scambiano indizi durante la serata, in modo naturale, come se stessero chiacchierando tra amiche al salone. Qualcuno potrebbe confessare qualcosa per sbaglio; un’altra potrebbe nascondere un dettaglio cruciale sotto una risata troppo forte.
Il gioco non richiede costumi elaborati, ma se vuoi davvero immergerti nell’atmosfera, arriva con i capelli in boccoli e il rossetto acceso. Niente obblighi: puoi venire comunque sei preferisci. L’importante è che tu abbia voglia di giocare. E se vuoi trasformarlo in un vero spa party, aggiungi una bottiglia di prosecco freddo, qualche snack leggero e la musica giusta — magari qualcosa degli anni Ottanta, per far tornare i ricordi delle acconciature più folli.
Ogni personaggio ha il suo stile. Faulleen Sizzorze, la proprietaria: una donna determinata che ha fatto della Loopey Lady un’istituzione locale, nonostante le difficoltà economiche e quella maledizione di Miss Unkinde. Gilda D. Nailson, la manicurista che crede nei segnali dell’aldilà e recita in piccoli spettacoli teatrali: indossa tutto ciò che brilla, perché per lei ogni giorno è una prima. Coco Coiffure, la nuova arrivata con un passato oscuro e abiti d’epoca, che evita di parlare del suo vecchio quartiere. Barri Bouffant, la benefattrice dai capelli voluminosi e il cuore enorme: organizza balli per salvare le tartarughe marine e non ha mai detto no a un gioiello costoso. Teasanne Kombe, lo stilista di moda che ha studiato a Parigi e torna in città con l’aria di chi sa troppe cose. Ruby Redhedd, la giornalista coraggiosa che cerca sempre la verità — anche se significa scomodare i potenti. Flo Z. Frizzee, la chimica dei capelli: silenziosa, geniale, e più a suo agio con un libro di reazioni chimiche che con una conversazione sociale. E Harriet Hilite, moglie del dottore più ricco della città, che sa tutto su tutti — e non ha mai perso l’occasione per usarlo.
La vittima? Non è uno dei personaggi principali: è un ospite inatteso, qualcuno che nessuna aspettava. E la sua morte ha svelato legami nascosti tra le otto donne, collegamenti che sembravano solo pettegolezzi da salone ma che ora potrebbero essere molto più pericolosi.
Il gioco non si vince con un colpo di fortuna. Si vince osservando, ascoltando e costruendo una storia coerente. Non serve essere detective esperte: basta essere curiose. E forse un po’ maliziose.
Mysteries by Vincent è pensato per chi ama le storie con i personaggi vividi, per chi trova il divertimento nei dettagli e nella conversazione. È perfetto per compleanni, bridal shower o semplici pomeriggi tra amiche che vogliono qualcosa di più di un film e una pizza.
Non è un gioco serio. Ma non è nemmeno solo un gioco da ridere. È l’equilibrio perfetto: leggero, ma con un cuore misterioso. E se alla fine ti ritrovi a sussurrare all’amica accanto “Ma tu... lo sapevi?”, allora hai già vinto.
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