È una festa di deduzione per sole donne, ambientata nel 1955, dove l’eleganza nasconde segreti e un tè pomeridiano si trasforma in un indagine criminale.
La Liberty Library League riunisce ogni mese le sue membre più influenti per il tradizionale High Tea: cioccolata calda, dolcetti fatti in casa e chiacchiere su tutto ciò che accade a Liberty. Ma questa volta qualcosa è diverso. Nona Tumuch, l’autrice scandalosa di *Paytown Placed*, ha finalmente accettato l’invito del club – un gesto che lascia tutti perplessi. Meena Ann Moody, la più riservata tra le donne, annuncia che farà una dichiarazione che cambierà la vita di ciascuna. E poi c’è Gussie D. Uppe, tornata dopo sei mesi scomparsa senza spiegazioni.
La scena è quella di sempre: il salone della biblioteca, le tazze di porcellana, i guanti bianchi e i cappellini ben piazzati. Ma sotto la cortesia delle maniere borghesi si nasconde un groviglio di gelosie, tradimenti e passato che nessuno vuole riportare alla luce. Priscilla “Priss” E. Dings, presidente del club da sette anni consecutivi, sorride con la precisione di una donna abituata a controllare ogni dettaglio. Garnett Jeuell, ex Debutante dell’anno, parla solo di matrimoni e arredamenti, ma i suoi gioielli sembrano troppo costosi per un semplice acquisto. Cooky Kuttre, regina della cucina e padrona di una casa dove “il granello di polvere non osa entrare”, ha preparato ogni torta con maniacale cura – ma qualcuno dice che la sua ricetta segreta sia stata rubata.
Madame Fabra Cates, la veggenti che legge le foglie di tè e parla coi morti, indossa abiti colorati come un arcobaleno e sembra sapere più di quanto dovrebbe. Luv Swept, scrittrice di romanzi d’amore, cammina con lo sguardo perso nel passato: ha ritrovato il fratello gemello che credeva morto, ma non è chiaro se sia un miracolo o una menzogna. Hope Leslie Devoted, presidente del fan club di Bobby Daring, non tollera un solo commento negativo sul suo idolo – eppure qualcuno ha visto una lettera d’amore firmata da lui tra le sue cose. E poi c’è Gussie: tranquilla, impeccabile, con gli occhi che non guardano mai nessuno a lungo.
Nessuno sa chi sia il colpevole. Nessuno sa cosa si nasconde dietro la dichiarazione di Meena Ann. Ma quando qualcuna viene trovata morta – in mezzo alle tazze ancora fumanti, con un dolce intatto accanto al corpo – l’atmosfera cambia. Il tè non è più una scusa per chiacchierare: diventa la traccia di un crimine.
Ogni giocatrice riceve il ruolo di una delle otto donne presenti, con un libretto che racconta i suoi segreti, le sue motivazioni e le sue relazioni nascoste. Non c’è un conduttore esterno: la storia si svolge tra voi. Leggete gli indizi, ascoltate le conversazioni, osservate i gesti, le esitazioni, i sorrisi troppo lunghi. Ognuna ha qualcosa da nascondere – e forse anche un motivo per uccidere.
L’obiettivo è scoprire chi ha commesso il delitto, ma non basta identificare l’autore: bisogna capire perché. Perché proprio ora? Perché quel dolce? Perché quella tazza di tè era la sua preferita? Le risposte sono disseminate tra le confessioni private, i ricordi condivisi e i silenzi che non dovrebbero esserci.
Il gioco si svolge in tre fasi: l’arrivo, il tè e l’indagine finale. Durante la prima fase, ognuna presenta il proprio personaggio, rivelando solo ciò che vuole. Poi, durante il tè, le conversazioni diventano più profonde – si parla di libri, di mariti, di soldi, di figli mai nati e di amori perduti. Ogni scambio nasconde un indizio: una frase fuori posto, un nome pronunciato a voce bassa, un oggetto che non dovrebbe essere lì.
Alla fine, ognuna scrive il suo sospetto su un foglio anonimo – chi ha ucciso? E perché? Le risposte vengono lette ad alta voce, e poi si scopre la verità: chi era davvero Meena Ann Moody? Perché Gussie è tornata? Chi ha rubato il diario di Bobby Daring?
Non c’è un vincitore in senso tradizionale. Il vero successo è quando tutti capiscono che nessuno è innocente, e che l’omicidio non è stato un atto isolato, ma la conseguenza di una rete di bugie tenute insieme da eleganza e silenzio.
Questo gioco non è solo un mistero: è uno specchio. Un ritratto dell’America degli anni Cinquanta dove le donne erano costrette a sorridere, a vestirsi bene, a tacere – ma dentro di sé custodivano storie che potevano distruggere intere famiglie.
È un gioco per chi ama i dettagli, le sfumature e il silenzio tra le parole. Per chi sa che la verità non urla: sussurra, mentre si versa il tè.
E forse – proprio mentre qualcuna sorride e allunga una fetta di torta – sta per dire troppo.
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