Predators & Prey è un gioco di carte che trasforma la savana in un campo di battaglia silenzioso ma intenso. Ogni giocatore ha in mano sei animali – zebre, ghepardi, elefanti, rinoceronti – ognuno contrassegnato come preda o predatore e dotato di un valore che ne rappresenta la forza in natura. Non si tratta solo di carte: ogni giocatore controlla anche un piccolo animale di plastica da far avanzare lungo una pista di 50 caselle, il cui traguardo è l’unica meta possibile.
Al tuo turno, puoi scegliere se scartare tutta la mano e pescarne sei nuove, oppure giocare una carta preda in evidenza. A quel punto, gli altri giocatori hanno un’opportunità: possono rispondere con un predatore, ma solo se ha valore uguale o superiore a quello della preda e vive nello stesso continente – i colori delle sfere sulle carte lo indicano chiaramente. E qui entra in gioco la strategia: ogni nuovo predatore deve essere più forte di tutti quelli già giocati, creando una catena crescente di minacce. Se nessuno risponde, la preda scappa e il suo proprietario avanza di tante caselle quanto il valore dell’animale.
Se invece un predatore viene giocato, si entra nella fase decisiva: il più forte tra i predatori sfida direttamente l’autore della preda. Un piccolo spinner, diviso in cinque sezioni, determina l’esito dello scontro. La differenza di valore tra le due carte indica la probabilità di fuga o cattura: un vantaggio minimo lascia spazio alla fortuna; una differenza maggiore rende quasi inevitabile il successo del predatore. Ma attenzione: più della metà dello spinner è giallo, e quel colore significa che la preda riesce a scappare. È un sistema sottile, dove l’equilibrio tra rischio e ricompensa non è mai scontato.
Dopo ogni azione, tutti riforniscono le proprie mani fino a sei carte, mantenendo il ritmo del gioco sempre vivace. Il primo ad arrivare alla fine della pista vince, ma la strada non è lineare: a volte ti muovi di tre passi per una zebra scampata, altre ne fai sette perché un leone ha catturato un bufalo. Le regole sono semplici da imparare, ma le decisioni nascondono calcoli nascosti – quando giocare il predatore più forte, quando tenerselo per un momento migliore, come gestire i continenti e la fortuna dello spinner.
Non è un gioco troppo complesso per i bambini, né troppo infantile per gli adulti. È un equilibrio tra casualità e intelligenza, dove l’educazione non si vede ma si sente: ogni carta racconta un animale reale, il suo habitat, la sua posizione nella catena alimentare. E mentre i tuoi piccoli animali di plastica avanzano lentamente verso la vittoria, capisci che in natura non sempre vince il più forte… ma spesso chi sa aspettare.
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