Redvers' Reverse: The Battle of Colenso, 1899

(2016)
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Nel dicembre del 1899, sulle rive del fiume Thukela, l’esercito britannico tentò di rompere l’assedio di Ladysmith. Fu un disastro. Le truppe di Redvers Buller si scontrarono con commando boeri ben nascosti tra le colline, e la loro resistenza implacabile costrinse i britannici a una ritirata umiliante. Redvers’ Reverse ti porta in quel momento: non come comandante supremo che sa tutto, ma come un generale costretto a decidere con informazioni frammentarie, risorse limitate e il peso di ogni errore.

Giocato da solo, il gioco ti immerge nella battaglia di Colenso come se fossi sul campo. Ogni turno rappresenta mezz’ora di combattimento reale. Le unità si muovono in aree geografiche precise: battaglioni, compagnie e batterie artiglieria, guidate da ufficiali che non sempre obbediscono con precisione. I tuoi ordini partono dal quartier generale, ma i comandanti sul terreno possono ignorarli, esitare o reagire in modo imprevedibile. Non puoi controllare ogni soldato: devi fidarti — e spesso ti pentirai.

Il combattimento si risolve con un dado a dieci facce, ma non è una questione di numeri alti. Devi superare una soglia minima per colpire, e le condizioni cambiano tutto: i boeri sono ben trincerati, il terreno favorisce la difesa, gli attacchi da fianco moltiplicano l’effetto. Le perdite non si limitano ai morti: unità possono essere disorganizzate, sopraffatte o costrette alla fuga. I leader possono restare saldi o crollare sotto il peso della pressione. E la ripresa è possibile — ma solo se hai tempo.

Il vero nemico non sono solo i boeri. È il tempo che scorre. Ogni giorno di ritardo aumenta la loro fiducia, misurata da una traccia che sale e scende in base agli eventi del campo di battaglia. Se la fiducia dei boeri diventa troppo alta, si rafforzano, resistono meglio e non cederanno mai. Per vincere devi mantenere basso quel valore — e questo ti impedisce di concentrare tutti i tuoi sforzi su un solo punto. Non puoi aggirare Hlangwane con una manovra audace: non hai il tempo per riorganizzare le tue forze.

I boeri sono posizionati secondo la storia, ma la loro potenza di fuoco è nascosta. Non sai quanti fucili puntano su ogni collina finché non attacchi. Man mano che li colpisci, la loro efficacia cala lentamente — e con essa, la probabilità che decidano di ritirarsi. Alla fine di ogni turno, il sistema valuta: quante armi rimangono? Quanto è alta la fiducia? E un dado decide se si arrendono o no.

La mappa, grande e dettagliata, copre i 30 chilometri del fronte con una scala precisa. Ogni area conta, ogni sentiero è cruciale. Ma non basta avere il piano giusto: devi gestire l’incertezza, la confusione di Hart nel cercare un guado, le comunicazioni interrotte, i rifornimenti che tardano.

Vincerai? Forse. Ma raramente. Il sistema è progettato per farti sentire che hai quasi vinto — e che se solo provi una volta di più, con un po’ più di fortuna o un ordine diverso… forse questa volta ce la farai. Non è un gioco che ti premia per l’abilità perfetta. È un gioco che ti fa capire cosa significasse comandare in quel campo di battaglia: dove ogni decisione pesa, e il nemico non si muove mai come te lo aspetti.

Redvers’ Reverse non è una vittoria da celebrare. È un’esperienza da vivere — e ricordare.

  • Giocatori: 1
  • Durata: 60-240 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.09)

Artisti: Knut Grünitz, Randy Lein

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