È un gioco che non celebra eroismi ma racconta una guerra in cui ogni metro guadagnato costa vite, e dove il controllo del terreno conta più della gloria.
Il gioco riproduce i dieci giorni cruciali tra il 15 e il 25 luglio: da un lato, i tedeschi tentano di sfondare con i loro elite Stosstruppen, unità addestrate a infiltrarsi tra le linee nemiche, sfruttando la confusione per colpire dove meno ci si aspetta. Dall’altro, gli Alleati — compresi sei divisioni americane come la famosa “Big Red One” e la Rainbow Division — devono tenere il terreno con trincee, artiglieria e un numero senza precedenti di carri armati. Ma non basta avere i mezzi: bisogna gestire una guerra in cui i comandi sono lenti, le comunicazioni incerte, e non sempre puoi muovere o attaccare come vorresti.
Il gioco si svolge su una mappa a esagoni che riproduce il terreno accidentato della regione, con fiumi, boschi e colline che influenzano ogni movimento. I combattimenti si risolvono con dadi e tabelle di risultato, dove la superiorità numerica non garantisce la vittoria: un’unità ben posizionata può fermare un attacco molto più numeroso. Le unità tedesche sono agili ma esaurite, mentre quelle alleate hanno più forza bruta ma meno esperienza nel combattimento ravvicinato. I carri armati possono spazzare via le trincee, ma restano vulnerabili agli attacchi di sorpresa e all’artiglieria nemica. L’aria gioca un ruolo importante: aerei da ricognizione individuano le forze nemiche, mentre quelli d’attacco bombardano ponti o mitragliano truppe in movimento — ma non puoi mandarli ovunque e quando vuoi.
L’obiettivo è diretto ma difficile: i tedeschi devono conquistare e mantenere posizioni chiave oltre il Marna, spezzando la linea alleata e creando un varco verso Parigi. Gli Alleati devono impedirlo, anzi, cercare di contrattaccare con forza prima che i tedeschi si radichino troppo profondamente. Vincere non significa solo occupare territorio: bisogna gestire le perdite, il morale e la capacità di reazione.
Rock of the Marne non è un gioco veloce né facile. Richiede pazienza, attenzione ai dettagli e una comprensione delle limitazioni della guerra moderna del 1918: i comandi non sono onniscienti, le riserve arrivano tardi, e la logistica pesa più dell’audacia. È un gioco per chi vuole vivere il peso di ogni decisione, dove una mossa sbagliata può costare intere divisioni. Non c’è eroismo facile qui — solo la dura realtà di una guerra che ha cambiato il mondo. Eppure, proprio per questo, è uno dei giochi più autentici e coinvolgenti sul primo conflitto mondiale.
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