Schmuggler an Bord è un gioco di memoria e inganno che si gioca in mezz’ora, perfetto per una serata tra amici con un po’ di malizia e tanta risata. Sul tavolo c’è una plancia con 30 immagini di contrabbando: oro, sigarette, whisky, gioielli… Ogni immagine ha il suo corrispondente segnalino, nascosto sotto un cartoncino. A inizio partita, ognuno prende due o tre di questi segnalini a caso — senza mostrarli agli altri — e li tiene davanti a sé, faccia in giù.
Il gioco gira intorno al dado: si muove, si atterra su una casella, e lì si scopre cosa c’è sotto. Se il segnalino è ancora lì, lo prendi e lo aggiungi alla tua collezione nascosta. Ma se la casella è vuota? Allora devi indovinare chi ha quel pezzo. Dici: “Marco ce l’ha”. Se ti sbagli, lui può ribattere: “No, è Luca”, e così via, in una catena di accuse che si allunga come un filo sottile. Fino a quando qualcuno dice la verità — o finché non torni a nominare uno già coinvolto. Allora si smaschera tutto: chi aveva davvero il segnalino lo passa al primo che ha indovinato, e tutti quelli che hanno accusato per sbaglio devono pagare un gettone al banchiere.
E qui sta la magia: i pezzi cambiano mano continuamente. Un oggetto che hai visto prendere da Anna potrebbe essere finito in mano a Luca dopo tre accuse false, e tu non te ne ricordi più. La memoria viene messa alla prova, ma anche l’astuzia: a volte conviene accusare qualcuno solo per farlo inciampare nell’errore degli altri. E se non hai tanti segnalini? Non importa. Vincere non significa averne il maggior numero: ogni pezzo vale due punti, ma ogni gettone rimasto in tasca ne vale uno. Quindi puoi vincere anche con pochi oggetti… purché tu abbia evitato di sbagliare le accuse.
Il gioco è leggero, veloce e pieno di colpi di scena improvvisi. Non serve studiare strategie complesse: basta ricordare, fingere, scommettere sulle dimenticanze degli altri. E quando qualcuno si scopre a urlare “Ma no, era Gianni!” mentre tutti ridono perché il segnalino è in mano alla nonna che non ha aperto bocca da dieci minuti… allora capisci perché Schmuggler an Bord resta un classico silenzioso ma irresistibile. Trenta minuti di pura tensione amichevole, dove la fortuna del dado si mescola con il talento per le bugie ben raccontate.
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