Una serata sotto le stelle del Nilo, un battello di lusso che scivola silenzioso verso Il Cairo, e due corpi trovati in una cabina chiusa dall’interno. Nessuna traccia d’ingresso, nessun segno di forza: solo il mistero. È questo l’inizio de *Luna di Miele sul Nilo*, un gioco dove ogni partecipante diventa un personaggio con i suoi segreti, le sue paure e una verità nascosta.
Sette persone sono a bordo dell’Excelsa: la giovane coppia appena sposata, il mago Dogon che incanta con i suoi trucchi, il giornalista curioso, l’insegnante di scienze pragmatica, l’esperta di civiltà antiche e un guida egiziana sempre sorridente. Ognuno ha una storia da nascondere, un motivo per voler far tacere qualcuno — o forse solo per proteggersi. Durante la serata, i personaggi interagiscono in scene teatrali, rivelando indizi attraverso dialoghi, gesti e silenzi. Non c’è un conduttore che guida: la storia si sviluppa da sola, tra sguardi carichi di tensione e confessioni improvvisate.
L’obiettivo è scoprire chi ha ucciso André e Pauline Tavernier Restuccia. Ma non basta trovare il colpevole: devi capire *come* sia stato possibile commettere un omicidio in una stanza sigillata, tra illusionismo, superstizioni locali e la sensazione che qualcosa di più antico stia osservando da lontano. Puoi fingere di essere innocente, nascondere le tue mosse o spingere il sospetto su un altro — ma attenzione: tutti stanno recitando.
Il gioco dura circa tre ore e non richiede preparazione: basta entrare nel ruolo. Non ci sono regole rigide, solo atmosfera. Le reazioni spontanee, le bugie ben costruite, i momenti di panico o di calma improvvisa — questi fanno la differenza. È un gioco per chi ama il teatro, l’indagine psicologica e quel brivido che nasce quando nessuno sa veramente cosa sta succedendo.
Nessun superpotere salverà chi è innocente. E nessuna porta chiusa può proteggere da ciò che si nasconde tra le parole.
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