Tara: Ireland's Royal Board Game

(2004)
6.2/10 (327 voti)

Tara: Ireland's Royal Board Game è un gioco da tavolo che nasce dalla bellezza silenziosa dei manoscritti celtici e dall’aura misteriosa della Collina di Tara, cuore mitico dell’Irlanda antica. Non è un gioco che racconta storie con pezzi colorati: è un gioco fatto di pattern, di spazi vuoti che diventano forme, di anelli di fortezze che si intrecciano come i nodi delle pagine del Libro di Kells.

Il cuore del gioco è la posizione di tessere a forma di fortini e ponti su una mappa ispirata alle antiche dimore dei re. Due giocatori si sfidano in un equilibrio sottile: costruire reti di fortini, collegarli tra loro per formare gruppi più grandi — i regni — ma cercando allo stesso tempo di ridurne il numero totale. Sì, vince chi ha meno regni alla fine. È un paradosso strategico: devi espanderti per sopravvivere, ma troppa espansione ti fa perdere.

Il gioco si svolge in due fasi. Nella prima, chiamata Manovra, piazzi i fortini isolati, disperdendoli con attenzione sul tabellone. È il momento di posizionare le basi, di pensare a dove poter costruire ponti più avanti. Poi arriva la Battaglia: ora puoi aggiungere solo ponti che collegano i tuoi fortini già esistenti, unendo così gruppi in regni sempre più ampi. Ogni volta che un fortino rimane isolato e circondato dagli avversari, viene catturato. E il tabellone, piano piano, comincia a disegnare i nodi celtici: linee intrecciate che sembrano uscite da un antico manoscritto.

Tara non si ferma qui. C’è una seconda variante, I Re Altissimi di Tara, dove ai fortini si aggiungono tre re per giocatore. Questi re muovono come i cavalli degli scacchi: saltano, sorprendono, catturano. Possono trasformare un fortino nemico in tuo, ma anche rimanere bloccati se non trovano una collina libera dove posizionarsi. Il loro movimento aggiunge profondità al gioco, rendendo ogni mossa più incisiva e imprevedibile.

E poi c’è il vero test: La Coppa Avvelenata. Qui i giocatori si affrontano da angoli opposti del tabellone, con spazi limitati per muoversi. Ogni posizione diventa preziosa, ogni mossa un passo su un filo sottile. L’obiettivo rimane lo stesso: ridurre i regni. Ma ora il controllo dello spazio è così ristretto che a volte ti ritrovi con una sola opzione possibile per posizionare la tua tessera. È qui che il gioco diventa un dialogo silenzioso tra due menti, dove ogni errore si paga caro.

Non c’è mai un pareggio: i punti dei fortini e quelli dei nodi sono sempre definitivi. Eppure non è un gioco da competizione spietata. È un gioco che ti invita a tornarci, a provare una variante diversa, a osservare come il pattern si evolve sotto le tue mani. Non serve imparare regole complesse: cinque minuti bastano per capire cosa fare. Ma ci vorrà molto di più per padroneggiarlo.

Tara non è un gioco che urla la sua bellezza. La mostra in silenzio, nei dettagli dei ponti che si intrecciano, nelle forme che emergono dal tabellone come se fossero disegnate da una mano antica. È un oggetto da collezione, ma anche un’esperienza mentale: pulita, profonda, e piena di storia. Un gioco per chi ama pensare con calma, per chi apprezza l’eleganza del limite, e per chi cerca qualcosa che non sia solo una partita — ma un momento di connessione con un passato che ancora parla attraverso i nodi.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 20-30 min
  • Età Minima: 8+
  • Complessità: (2.07)

Artisti: Bob Naismith, Murray Heasman

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