Tarot non ha nulla a che fare con le carte da oroscopo: è un gioco di carte antico, nato in Italia nel XV secolo e diventato popolare in tutta Europa. Si gioca con un mazzo speciale di 78 carte: 56 di seme, simili al classico mazzo francese ma arricchite da un Cavaliere tra Fante e Regina, più 21 trionfi senza seme e una carta buffonesca chiamata il Matto.
Il cuore del gioco è la sfida tra uno dei giocatori — il “prenditore” — e gli altri, che formano una difesa unita. Ognuno punteggia le proprie carte durante le prese, ma solo chi ha vinto l’asta diventa il prenditore: deve raggiungere un certo numero di punti per vincere, mentre la difesa cerca di impedirglielo. L’asta è dinamica e tattica: si scommette non sulla forza della mano, ma su quanto si crede di poter fare con essa. Chi offre di più diventa il protagonista, e con esso tutta la partita cambia direzione.
Le regole variano da regione a regione, ma il gioco più diffuso — spesso chiamato Tarocchi Francesi — mantiene una struttura elegante: si giocano prese come nel bridge, ma con un sistema di punteggio che dà valore alle carte speciali e al coraggio delle scommesse.
Tarot è un gioco dove la fortuna incontra l’astuzia, dove il bluff può vincere più della scala perfetta. È un dialogo silenzioso tra i giocatori, una danza di intuizioni e rischi calcolati. Non serve essere esperti per iniziare: basta una mano, un mazzo e la voglia di sfidare gli altri — o se stessi — a superare il limite del possibile.
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