C’è un mistero che si aggira tra le stanze polverose di Gilded Manor, e solo una squadra di giovani detective può risolverlo. Questa non è una semplice festa in maschera: è l’occasione perfetta per nascondere qualcosa di molto più oscuro. Hannah Hystory, la padrona di casa, ha organizzato ogni dettaglio con cura – dai costumi d’epoca alle torte artigianali – ma da quando si sono sentiti passi nel corridoio vuoto e le candele si sono spente da sole, lei non dorme più. Il fantasma della villa sembra reale. Eppure Daisy Diamond sa bene che i fantasmi non esistono. O almeno, così crede.
Daisy ha portato con sé otto amici, ognuno con un talento speciale e un segreto da nascondere. C’è Rachel Reporter, sempre pronta a intervistare chiunque, il microfono in mano come una spada. Courtney Costumes, che disegna abiti per film d’epoca e ha i colori vivaci di chi non vuole essere ignorata. Starr Bright, l’astronoma silenziosa con gli occhi sempre rivolti al cielo, che sa leggere le stelle ma forse anche qualcosa di più. Brittney Builder, con la cintura piena di matite e un’idea per ogni muro della casa – compresi quelli che non dovrebbero esistere. Melody Music, che suona il pianoforte come se fosse una seconda lingua e porta sempre orecchini d’oro, forse per nascondere qualcosa dietro le note. Cooky Baker, la regina della pasticceria, con un grembiule immacolato e un sorriso che non si spegne mai, neanche quando parla di chi ha fatto cadere il cucchiaio nel dolce più importante. E infine Hannah stessa: appassionata di antichità, capace di ricordare ogni oggetto che ha comprato, ma forse anche troppo attaccata a certi segreti del passato.
Il gioco si svolge in due fasi. Prima, ognuno riceve una carta con il proprio personaggio e un insieme di indizi personali: cosa sapeva prima della festa, chi ha visto, cosa ha nascosto. Poi, durante la serata, i giocatori si muovono tra le stanze della villa, scambiando informazioni, facendo domande e cercando di capire chi sta mentendo. Non ci sono risposte pronte: bisogna ascoltare, confrontare, ricordare. Un commento casuale può diventare una pista fondamentale. Una mancanza di emozione, un dettaglio troppo preciso, un oggetto che non torna… tutto conta.
L’obiettivo è semplice: scoprire chi ha organizzato il “fantasma” e perché. Ma attenzione – uno dei giocatori è l’autore del tranello. Gli altri devono identificarlo prima della fine della serata, raccogliendo prove coerenti e smascherando le contraddizioni. Chi indovina ha vinto. Ma se nessuno riesce a scoprire il colpevole, allora è lui che trionfa.
Cosa rende questo gioco diverso? Non serve un narratore, né audio o schermi. Tutto si costruisce con le parole, lo sguardo e la curiosità. È un gioco per chi ama il silenzio prima di una rivelazione, per chi cerca l’emozione di capire qualcosa che gli altri non vogliono dire. Non è violento, né spaventoso: è intimo. Le trappole sono psicologiche, i sospetti nascono da piccole incongruenze – un orologio troppo vecchio per essere stato comprato di recente, una frase detta due volte con toni diversi, il modo in cui qualcuno si gira quando sente nominare la stanza del piano di sopra.
È pensato per ragazze e ragazzi tra i dieci e i tredici anni, ma non è un gioco “per bambini”. È un gioco per chi vuole sentirsi intelligente. Per chi ama indagare, mettere insieme i pezzi, sfidare l’immaginazione con la logica. Non serve essere esperti di misteri: basta essere curiosi.
La villa è vecchia, le pareti hanno orecchie, e qualcuno sta mentendo. La festa inizia tra poco. Daisy Diamond aspetta. E tu? Sei pronto a risolvere il caso?
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