The Games of GODZ

(1968)

The Games of GODZ non è un gioco, ma una scatola di possibilità. Nata nel 1968, questo sistema flessibile ti permette di giocare undici giochi diversi sullo stesso tabellone, ognuno con regole, obiettivi e atmosfere uniche. Il cuore del tutto è un tabellone a 144 caselle, colorato come una mappa astratta di mondi lontani, e 124 blocchi in plastica – quattro set da 31 pezzi, ognuno in un colore diverso: rosso, bianco, giallo e nero. Ogni blocco ha un piccolo foro su una faccia, che indica il genere del personaggio che rappresenta, a seconda di come lo poni sul tavolo.

I pezzi non sono tutti uguali: ci sono sedici “uno” (cubi semplici), otto “due”, quattro “quattro”, due “otto” e un solo “sedici”, ciascuno con dimensioni crescenti. Il loro valore determina quanti passi possono fare in una mossa, ma non è tutto: puoi combinare blocchi per formarne di più grandi, dividerli, scambiarli o persino farne uno “montare” sull’altro. Queste mosse speciali – chiamate “trick moves” – trasformano il gioco in un balletto strategico dove la forma conta quanto la posizione.

Ogni partita usa una parte diversa del tabellone, e regole specifiche che definiscono cosa puoi fare. Alcuni giochi sono di movimento: devi portare i tuoi pezzi in zone nemiche o obiettivo. Altri sono di cattura: eliminare tutti gli avversari, o solo quelli chiave. C’è persino un gioco per tre giocatori chiamato “Cry”, dove uno dei partecipanti non combatte direttamente, ma cerca di impedire agli altri due di conquistarsi a vicenda – una sorta di mediatore silenzioso che guadagna punti creando equilibrio.

A completare l’esperienza ci sono 144 carte, quattro mazzi da 36 ciascuno, abbinati ai colori dei blocchi ma con lettere invece che colori: G per il marrone, O per il rosso, D per il bianco e Z per il giallo. Le carte guidano alcune azioni speciali o eventi imprevisti, aggiungendo un tocco di casualità controllata.

Il manuale include regole generali che valgono per tutti i giochi – come muoversi, catturare, trasformare – e poi istruzioni dettagliate per ciascuno dei undici giochi diversi. Tra questi, anche versioni semplificate di scacchi e dama, adattate al sistema GODZ.

Non è un gioco che ti dice cosa fare: ti offre gli strumenti per inventarlo. Ogni partita diventa un piccolo esperimento strategico, dove il tabellone cambia significato a seconda di come lo interpreti. Non serve essere esperti di scacchi o dama: basta curiosità e voglia di giocare in modo diverso ogni volta. Il vero fascino sta nell’apertura mentale che richiede – non imparare regole fisse, ma capire come le regole possono flettersi, piegarsi, trasformarsi. È un gioco per chi ama il pensiero laterale, e per chi vuole sentire di aver inventato qualcosa di nuovo, anche se è stato creato cinquant’anni.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 60 min

Meccaniche: Drafting Aperto

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