Voyage to Cipangu

(1979)
6.5/10 (12 voti)

Nel 1400, quando i navigatori europei sognavano terre lontane piene di oro e perle, Marco Polo parlò di Cipangu: un’isola misteriosa dove il metallo brillava come il sole e le acque nascondevano tesori che nessun re aveva mai visto. Questo gioco ti porta in quel mondo: una spedizione rischiosa attraverso mari sconosciuti, tra tempeste, mostri e pirati, alla ricerca di un sogno che forse non esiste.

Ogni giocatore comanda una nave da guerra, costruita con pezzi di cartone piegati e alberi in legno infilati in vele stampate. Parti dai tuoi porto, situato in uno dei quattro angoli di una griglia diagonale che rappresenta l’oceano sconosciuto. Sotto ogni casella c’è un tile nascosto: potrebbe essere mare aperto, una scogliera pericolosa, una nave nemica, un’isola abitata o qualcosa di molto più sinistro — come il mostro che spunta dalle mappe antiche con occhi rossi e denti aguzzi. Solo uno dei 32 tile nasconde Cipangu: l’obiettivo finale.

Muoversi non è semplice. Il numero di alberi della tua nave determina quanti passi puoi fare, fino a un massimo di tre. Ma ogni turno il vento cambia: una ruota girevole indica la direzione da cui soffia la brezza — e tu non puoi andare lì. Devi scegliere rotte astute, aggirando i pericoli o sfruttandoli. Quando scopri un tile, peschi una carta dall’apposito mazzo: potresti ottenere oro, marinai aggiuntivi o riparazioni; oppure essere attaccato da pirati, incagliarti su uno scoglio o incontrare nativi che ti chiedono un tributo. Le carte sono imprevedibili, e ogni evento può cambiare il corso della tua spedizione.

I tuoi marinai e i tuoi alberi sono la vita della nave: se ne perdi tutti e tre, affondi. E non è solo l’oceano a essere ostile. Puoi diventare un pirata: attaccare una nave nemica o persino il suo porto. In battaglia si lanciano due dadi: chi fa il punteggio più basso perde un marinaio; se i risultati sono uguali, entrambe le navi perdono un albero. Una nave senza marinai viene saccheggiata e affondata; una senza alberi semplicemente sprofonda nel blu. Ma non tutto è perduto: puoi ricostruire la tua imbarcazione pagando un pezzo d’oro, tornando al porto con una nuova nave pronta a ripartire.

Cipangu, quando finalmente lo trovi, ti regala tre barre d’oro ogni turno che vi rimani. Ma restare troppo a lungo significa esporre la tua nave ai pericoli del mare e agli attacchi dei rivali. E mentre i tile vengono scoperti uno dopo l’altro, il mistero si dirada: la mappa diventa più chiara, ma anche più pericolosa.

La partita finisce quando l’ultimo tile viene rivelato. Allora conta i tuoi oro: solo quelli tornati al tuo porto contano. Chi ha accumulato di più vince — non chi ha trovato Cipangu, ma chi è sopravvissuto, ha saputo sfruttare le occasioni e ha evitato di farsi affondare.

Voyage to Cipangu non è un gioco da tavolo semplice. Non ci sono regole complesse, ma ogni decisione pesa: dove andare, quando attaccare, se rischiare o tornare al porto. È una corsa all’oro con il mare come avversario e la fortuna come alleata. E mentre le tue vele si gonfiano nel vento, non sai mai cosa nasconde l’orizzonte — ma è proprio questo che lo rende un viaggio da ricordare.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 45 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.25)
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